Scorcio di Bologna. Ph. Max Nayman (Unsplash)

Non avrei mai pensato di scrivere un libro, e in effetti ad oggi non posso dire davvero di averlo scritto. Non pensavo però neppure di redigere un dattiloscritto talmente lungo da poter diventare un libro, mettendo nero su bianco una storia inventata da me. Si chiama, con poca fantasia, “Il caso Lambertini-Zerbini”.

Fin da piccolo ho sempre creato storie, addirittura quando ero piccolissimo inventavo parole per evitare che i miei genitori mi sgridassero perchè stavo dicendo parolacce. Se usavo una parola inventata per sostituire un’offesa, nessuno poteva effettivamente offendersi.

Crescendo le storie che inventavo sono passate da rimanere nella mia testa mentre giocavo con i Lego o con altri giocattoli, a finire su alcuni quaderni, disegnati (davvero male) come fumetti. Poi ho alzato il tiro, assieme a qualche amico, inventando un mondo parallelo che prendeva forma nell’enorme giardino condominiale in cui interagivano personaggi inventati e altri reali. Arrivammo perfino a chiedere le mappe del complesso di oltre 30 condomini per andare a nominare i percorsi, gli slarghi e le aiule come preferivamo.

Mio malgrado nessuno dei miei amici giocava a D&D o altri giochi di ruolo, quindi la mia passione per inventare storie rimase confinata fino a quando su internet non trovai un paio di giochi on-line (uno di calcio e uno di wrestling) in cui poter interagire con gli altri utenti, nel gioco o nel forum, inventando storie. Finite le avventure in questi giochi, le storie sono tornate a rimanere nella mia testa.

Perchè proprio “Il caso Lambertini-Zerbini”

Perchè proprio questa storia? E’ una domanda a cui è difficile rispondere. Un giorno lessi una notizia in uno dei vari banner che ci stalkerano su internet, relativo a una truffa. La trovai perfetta per una eventuale libro o film. Negli anni, prima di andare a dormire o quando non avevo nulla da fare, questa informazione tornava a galla e lentamente ne è uscita una storia. Ogni volta che riaffiorava, se ne aggiungeva un pezzo.

Nel 2020, quando il lockdown mi ha portato a rimanere chiuso in casa senza poter fare molto, e senza dover lavorare, ho pensato che potesse essere il momento per mettere nero su bianco quella storia che esisteva solo nella mia mente.

Poi però il ritorno al lavoro e ad una (nuova) normalità, hanno interrotto quel percorso, che poi pur frazionato nel tempo ha portati ad una bozza di oltre 260 cartelle. Per una serie di motivi, dopo aver tentato invano la fortuna con un paio di concorsi letterari, ho pensato di contattare Bookabook e provare la strada del crowfunding.

Al via il crowfunding de "Il caso Lambertini-Zerbini"

Il crowfunding de “Il caso Lambertini-Zerbini”

Se non avevo mai pensato a scrivere un libro, pur divertendomi a inventare storie, era ancora più lontano dal mio modo di essere l’idea di partecipare ad un crowfunding, chiedendo ad altri di sovvenzionare una mia idea. Eppure ora ci siamo.

L’idea di Bookabook di creare un pubblico di interessati al libro che possa fare arrivare alla sua pubblicazione è a mio parere molto interessante, soprattutto per esordienti sconosciuti come me. E allo stesso modo, la possibilità di avere un editor che metta mano al libro se questo riceverà il giusto interesse di pubblico è un valore importante rispetto all’idea di autopubblicarsi.

E così eccoci, a questo link, per 100 giorni, si potrà preordinare il mio dattiloscritto, perché ancora fatico a chiamarlo libro. Se riusciremo a venderne 200 copie, allora si, sarà un libro. E diventeranno tre le cose che non avrei mai pensato di fare fino a pochi anni fa: scrivere una mia storia tanto lunga, affrontare un crowfunding e farmi pubblicare un libro.

Se andrà bene sarà un grande piacere, altrimenti potrò comunque dire di averci provato. Se ci riuscirò, comunque, sarà solo merito di chi mi avrà supportato attraverso il suo preordine.

Cos’è “Il caso Lambertini-Zerbini”

Ma di cosa parla il libro? Il protagonista principale è un investigatore privato, Tommaso Minghetti, che finirà all’interno di una storia più grande di lui. Appassionato della serie tv anni 80 “Magnum P.I.” non potrà fare a meno di lanciarsi dentro questa storia per scrollarsi di dosso i quotidiani casi di tradimenti coniugali e di spionaggio industriale. Un presunto suicidio e un presunto rapimento, uniti alla bellezza della cliente, gli faranno rischiare la vita pur di arrivare a scoprire quanto accaduto.

Tommaso non sarà solo, come ogni evento reale anche questa storia è corale, e ci saranno più personaggi che andranno ad interagire tra loro… fortunatamente per il protagonista che da solo, probabilmente sarebbe riuscito solamente a rimetterci la pelle.

Sullo sfondo c’è ovviamente Bologna, ma non solo. Come detto all’inizio il tutto gravita attorno al mondo dell’arte. Chissà se anche il libro avrà la medesima fortuna di Tommaso e vedrà la luce grazie a interventi esterni…